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LA MENZOGNA
Via Caracciolo: il traffico imbottigliato visto da Piazza Vittoria

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Da Il Mattino del 25 ottobre 2015, pag. 33
Paolo Barbuto: “Assessore, il traffico s’è paralizzato per la seconda volta in una settimana. Non le sembra troppo?”
Mario Calabrese: “A me, personalmente, non sembra che ci sia stata una paralisi così estrema”.
Paolo Barbuto: “Perché non avete riaperto Via Partenope?”
Mario Calabrese: “Sarebbe stato inutile. Deviare le auto sul lungomare avrebbe portato la stessa intensità di traffico su Via Partenope. Le code ci sarebbero state ugualmente, solo che avremmo rovinato la giornata di sole alle tantissime persone che erano a passeggio davanti al mare”.

Qualche considerazione su queste dichiarazioni folli.
Innanzitutto ci chiediamo dove fosse il Prof. Ing. Ass. Mario Calabrese mentre la gente impiegava DUE ORE per percorrere il tratto Mergellina-Santa Lucia. Facebook se ne cade di improperi e di immagini che riprendono code chilometriche di veicoli paralizzati nel gigantesco ingorgo che si è creato a monte del budello di Via Chiatamone: UNA SOLA CORSIA che conteneva l’intero traffico cittadino diretto da ovest ad est della città. Io stesso, da casa mia, vedevo un unico blocco pressoché immobile di lamiere su Via Caracciolo. Lascio a voi stabilire se sia più credibile il Prof. Ing. Ass. oppure le migliaia di napoletani, me compreso, che hanno maledetto quest’Amministrazione da operetta.
La considerazione, poi, che la deviazione su Via Partenope “avrebbe portato la stessa intensità di traffico” fa veramente cadere le braccia per la sua falsità ed inconsistenza. La riapertura di ALMENO due corsie se non tre avrebbe lasciato scorrere il traffico senza alcun intoppo. Evidentemente il Prof. Ing. Ass. dimentica o finge di dimenticare la più semplice delle teorie di fisica: l’imbuto. Senza che io stia a rammentarvela, la comprenderebbe anche un bambino in prima elementare.
Interessante, a questo proposito, ciò che si legge a pag. 32 dello stesso giornale: “Secondo i vigili, sarebbe stato necessario riaprire Via Partenope per rendere più fluida la circolazione e per evitare la paralisi che si è verificata ieri mattina. Questa vicenda affonda le radici in un altro momento di severo confronto che risale a martedì scorso quando, di fronte alla prima emergenza, ai vigili venne contestata la mancata rapidità nel deviare il traffico proprio su Via Partenope. Insomma, si chiedono i caschi bianchi: perché quando la decisione spettava a noi bisognava riaprire il lungomare liberato e ora che tocca al Comune il lungomare non va riaperto?” (Paolo Barbuto)
Infine, è scoraggiante l’affermazione che si sarebbe “rovinata la giornata di sole alle tantissime persone che erano a passeggio davanti al mare”. Sorvoliamo sul fatto che il mare parte da Largo Sermoneta e finisce a Via Cesario Console, quattro chilometri di passeggiata a mare su un marciapiede largo cinque metri. Sorvoliamo sul fatto che ieri mattina a Via Partenope questa straordinaria “folla” non s’è vista (e ancora una volta lo testimoniano le centinaia di fotografie su FB). Ma la cosa agghiacciante è la supremazia che il Prof. Ing. Ass., in perfetto parallelismo supino con il suo califfo, conferisce al fancazzismo rispetto alla salute fisica e psichica dei cittadini. Per questi signori (nel senso medioevale della parola, “in epoca feudale, nobile che esercitava il potere su un feudo”) i sudditi devono semplicemente obbedire.
“Chi detiene il potere, viene apprezzato quando non ne fa un uso strumentale”.
(L. De Magistris, a conclusione del dibattito sulla convenzione per lo stadio San Paolo)

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L'imbuto di Via Chiatamone

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Via Partenope deserta mentre il traffico da Via Caracciolo è paralizzato

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Via Giorgio Arcoleo

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L'articolo del Mattino

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