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MONUMENTANDO
Le Torri Aragonesi

MONUMENTANDO

Riprendiamo e riportiamo fedelmente quanto viene riferito dall’Avv. Gaetano Brancaccio

Ho letto ieri ancora dei post dubbiosi su “Monumentando”, tento di fare una sintesi su uno scandalo di proporzioni immani.

Il progetto Monumentando nasce sotto un auspicio interessante: il Comune di Napoli cerca UNO SPONSOR che restauri 27 dei monumenti più importanti della città a fronte di spazi pubblicitari da affiggere sulle impalcature dei monumenti stessi da restaurare.
Il bando risulta subito essere “cucito addosso” a qualcuno, infatti si richiede in meno di 60 giorni la mappatura di milioni di metri cubi di marmo e di superfici pregiate, molto differenti tra loro, che richiedono tecniche di restauro completamente diverse, e in tale brevissimo termine bisognava prendersi il rischio di impresa di valutare il costo dei restauri ed i ricavi pubblicitari stimati che dovevano finanziare le opere (cosa assolutamente impossibile, un rischio di impresa siffatto nessun imprenditore sano di mente lo può prendere).

Alla gara partecipa una sola società che si vede aggiudicata la gara (per legge la gara avrebbe dovuta essere bandita nuovamente perché in presenza di un solo partecipante).
La società (srl) però non è uno SPONSOR, ma un intermediario (sponsoring) avente un capitale sociale di soli 6 mila euro al momento della partecipazione.
La srl risulta avere come soci anche una Società fiduciaria, in totale violazione del DM del 19/12/2012, e dell’art 49 del Codice dei Beni Culturali, ma le violazioni continuano…
A distanza di oltre 34 mesi dall’aggiudicazione, non era stato sottoscritto ancor nessun contratto con il Comune di Napoli, pertanto si lavorava ai monumenti (si lavorava è un eufemismo) senza un contratto e senza che ci fossero delle PENALI in caso di danneggiamento del monumento.
L’intero progetto è CONTRA LEGEM in quanto il codice degli dei Beni Culturali all’art 49 recita testualmente che è vietata la pubblicità sui monumenti e che può essere autorizzata eccezionalmente l’esposizione pubblicitaria sul monumento SOLO ed ESCLUSIVAMENTE durante il periodo dei lavori effettivi di restauro…
Il bando prevedeva che la pubblicità fosse esposta sine die perfino durante le fasi della progettazione.
Attualmente a Napoli ci sono monumenti che da oltre 2 anni espongono la pubblicità e la progettazione non è nemmeno iniziata.
Nella società aggiudicataria con una quota del 30% vi è una società fiduciaria (soci segreti) gestita dal Monte dei Paschi di Siena.
Inutile dire che un ente pubblico non può assegnare (è vietato dalla legge antimafia) e tantomeno sottoscrivere un contratto con una società al cui interno vi è una fiduciaria con soci segreti.
Incredibilmente ancora, l’appalto prevede che direttore dei lavori e (udite, udite!) collaudatore delle opere siano nominati dalla società concessionaria dell’appalto.
A questo punto denunciamo il tutto all’ANAC di Cantone che immediatamente interviene chiedendo info al Comune…
Nonostante le “improvvisate e fantasiose” repliche del Comune, l’Anac apre ufficialmente l’inchiesta per corruzione e chiede nuovamente al Comune informazioni su circa 30 violazioni di legge riscontrate direttamente dall’Anac…
Le nostra indagini continuano e scopriamo che il progetto altro non è che una vera e propria macchina pubblicitaria con incassi MILIONARI a fronte di restauri fasulli e di poche centinaia di euro. Per fare solo un esempio non esaustivo, per il monumento della Colonna Spezzata a Piazza Vittoria è risultato un costo di 20.000,00 € (documentazione ufficiale) a fronte di un incasso pubblicitario di oltre 800.000,00… anche in questo caso c’è una violazione del DM del 19/12/2012 che richiede OBBLIGATORIAMENTE un rapporto SINALLAGMATICO tra spese ed incassi (danno erariale).
Si concede l’occupazione di suolo pubblico gratuita, si concede la realizzazione di MAXI pubblicità IN ZONA ROSSA con un pagamento della imposta base della tassa di pubblicità ed affissione ridotta ulteriormente del 50% (ulteriori violazioni), il concessionario nomina incredibilmente anche il direttore dei lavori ed il collaudatore finale, sceglie le ditte che a suo parere possono operare sui monumenti.
IMPORTANTISSIMO… sempre da documentazione ufficiale risulta che i monumenti non vengono restaurati, ma semplicemente puliti, o meglio scarnificati ed abrasi, e per di più attraverso le sabbiatrici.
SABBIARE un monumento è cosa vietatissima perché in questo caso la sabbiatrice scarnifica il marmo, eliminando millimetri di preziosa superficie e rendendo la superficie del marmo superstite, molto più porosa, aumentando quindi la sua esposizione agli agenti atmosferici ed al fenomeno corrosivo della carbonatazione. Insomma i monumenti vengono danneggiati per sempre.
I media locali ogni giorno pubblicano articoli e pagine contro questo scandalo (tutto il materiale lo abbiamo già raccolto e siamo pronti a trasmetterlo anche a voi), ma l’amministrazione continua impunemente in questo suo procedere (cui prodest?)
Sono state sollevate interrogazioni parlamentari al Ministro Franceschini e tutte le forze politiche e sociali della città sono schierate contro questo MALAFFARE che potrebbe distruggere i nostri monumenti per sempre.
Il ricavo pubblicitario complessivo sui 27 monumenti, per il privato, è superiore ai 30 (trenta) milioni di euro a fronte di puliture ridicole di poche centinaia di euro.
A chi giova?

Avv. Gaetano Brancaccio

La Colonna Spezzata a Piazza Vittoria

La Colonna Spezzata a Piazza Vittoria

La Statua di Diaz tra Via Caracciolo e Viale Dohrn

La Statua di Diaz tra Via Caracciolo e Viale Dohrn

Il Ponte di Chiaja

Il Ponte di Chiaja

La Chiesa di Portosalvo

La Chiesa di Portosalvo

La Statua di San Gaetano alla confluenza di San Gregorio Armeno

La Statua di San Gaetano alla confluenza di San Gregorio Armeno

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