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NAPOLI IN COMA
Luigi De Magistris posa davanti al portone di Palazzo San Giacomo

NAPOLI IN COMA

Abbiamo appreso la notizia che il Comune di Napoli, ottemperando ad una disposizione della Corte dei Conti, non provvederà più a ricapitalizzare l’Azienda Municipale dei Trasporti (ANM) con il balzano conferimento di immobili, ma si limiterà a una iniezione di pochi milioni liquidi, appena sufficienti per mantenere il capitale netto al di sopra dello zero, evitando così per qualche settimana il fallimento. In realtà, Cittadinanza Attiva in difesa di Napoli aveva contestato l’operazione fin da subito, ben sapendo che il dipendente dev’essere pagato in banconote e non in mattoni perché il latte si compra con i contanti e non con i laterizi.
A questo punto, ci sembra logico fare un breve excursus sul coma profondo in cui sono precipitati i conti per effetto di una politica amministrativa scellerata.
Innanzitutto, non si comprende come sia possibile che la Corte dei Conti, che da 4 anni sta monitorando i conti del Comune, conceda all’Amministrazione altri 60 giorni di disperato ossigeno. Ormai da giorni anche l’opinione pubblica è a conoscenza di questa catastrofe senza precedenti, ma questo Cittadinanza lo sostiene da tempo (vedi nostro articolo precedente  “Disastro in comune”). E’ vero che De Magistris ha trovato circa 1,8 miliardi di deficit e un disavanzo di circa 800 milioni; ma è anche vero che, aderendo (a nostro avviso improvvidamente) al piano di riequilibrio finanziario previsto dalla legge e a un prestito (600 milioni) della Cassa Depositi e Prestiti, il Comune in teoria aveva risanato i conti. Tuttavia l’illusione è durata il breve spazio di un mattino. L’Amministrazione De Magistris non è riuscita a realizzare neanche uno dei tre cardini fondamentali del piano: alienazione del patrimonio immobiliare, efficientamento della riscossione (multe e tributi) e riduzione degli sprechi. Ad oggi quindi ci troviamo con un bilancio comunale che non solo è al punto di partenza, ma per certi aspetti si è addirittura aggravato: il deficit supera oggi i 2 miliardi, il disavanzo è di nuovo intorno agli 800 milioni ma, quel che è peggio, nel frattempo sono fallite Bagnoli Futura e Napoli Sociale, sta per fallire ANM e infine, dopo essersi vista succhiare tutto il patrimonio per turare in minima parte le crepe di Palazzo San Giacomo, finanche l’unico gioiello tra le controllate, l’ABC ex ARIN, è stato ridotto in condizioni prefallimentari.
Aggiungiamo un altro aspetto drammatico della situazione. Ormai da circa 2 anni il Comune non paga più nessuno, né le proprie controllate, né i fornitori. Stiamo quindi assistendo ad un fenomenale e stupefacente ricorso al factoring, iniziato da ASIA (che ha smobilizzato pro soluto in questo periodo oltre 450 milioni di crediti verso Palazzo San Giacomo) e proseguito nel tempo da molti piccoli e medi creditori, che, per fuggire all’impazzata nel tentativo disperato di recuperare quel che avanzano dal Comune, si accollano interessi al limite dell’usura o, peggio, rinunciano a quote sostanziose dei propri crediti.
La conclusione di quest’apocalisse finanziaria va, come accennato più sopra, tutta in direzione della Corte dei Conti. Le carte cantano, e non esiste alcuna ragione per prolungare questa patetica agonia. In 60 giorni il Comune non sarà minimamente in grado di sistemare i conti se non ricorrendo a stratagemmi fantasiosi o irregolarità palesi. Né si può contare su un intervento del Governo, su cui confida De Magistris nella speranza di differire il disastro spalmandolo su 30 anni invece dei 10 attuali. Non è ammissibile che i suoi successori nei prossimi 25 anni si trovino sulle spalle l’obbligo di mantenere per 30 anni le aliquote ai massimi di legge, prosciugando le tasche dei contribuenti e probabilmente ampliando l’evasione fiscale.
Tutto questo per salvare la poltrona dell’attuale sindaco pro tempore? E’ concepibile che nessuno si domandi come sia stato possibile incenerire questa gigantesca montagna di soldi in soli 3 anni?
L’ultima cosa che vogliamo farvi vedere è questo video (link qui sotto), girato il 3 maggio 2016, pochi giorni prima delle elezioni con cui De Magistris fu riconfermato a Palazzo San Giacomo. Dura solo un minuto, ma è surreale la quantità di incredibili spropositi raccontati dal personaggio. Crediamo sia finalmente il momento che passi la mano: ormai la sua credibilità è pari allo zero.

 

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