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NAPOLI SPACCATA

NAPOLI SPACCATA

De Magistris, davanti ai suoi fans accalcati a Palazzo San Giacomo, fa il gesto dell'ombrello

De Magistris, davanti ai suoi fans accalcati a Palazzo San Giacomo, fa il gesto dell’ombrello

Voi ci mettete la faccia, io ci metto la faccia e scassamm“, dice il sindaco De Magistris al suo elettorato, ai suoi sostenitori, a tutti quelli che sono in piazza. “Sono stati cinque anni difficili ma mi sento più carico. Non lasciatemi solo che quelli sono una chiavica“.
“Sarò il sindaco di tutti, anche di quelli che non mi hanno votato”, dice invece Virginia Raggi ai romani.
La situazione di Napoli è condensata nella contrapposizione tra queste due dichiarazioni rilasciate a caldo dai due sindaci di Napoli e Roma.
I dati definitivi delle elezioni amministrative di Napoli sono questi: De Magistris rieletto Sindaco con 185.907 voti, pari al 66,85% dei voti validi, lo sfidante Lettieri sconfitto con 92.174 voti pari al 33,15%. I cittadini votanti sono stati 283.542 pari al 35,97% su 788.291 aventi diritto (2 napoletani su 3 NON hanno votato!).
Il dato più eclatante, a nostro avviso, non è stato adeguatamente sottolineato: Luigi De Magistris non ha né vinto, né stravinto, come ama strillare lui stesso e come riportano i media. De Magistris ha perso. Esattamente, ha perso ben 78.823 voti dei 264.730 raccolti nel 2011. Si può parlare di trionfo? Assolutamente no, se ha perso il 29,77% del consenso raccolto 5 anni fa. Né può far gioire il sindaco la considerazione che Lettieri abbia perso, rispetto al 2011, circa il 34% del suo consenso. Nei fatti, oggi De Magistris ha il consenso pieno del 23,58% dei napoletani, cioè è stato votato da meno di un elettore ogni quattro.  Nel 2011, aveva il consenso pieno del 32,63% dei napoletani, cioè quasi un elettore ogni tre. In cinque anni di pessima amministrazione, ha perso un elettore ogni quattro.
Ha dunque una qualche ragion d’essere il suo giubilo? Assolutamente nessuna. La sua vittoria è scaturita solo da due ragioni diverse ma concomitanti:
1) la nullità deprimente dell’offerta elettorale avversaria, sia in termini qualitativi, sia in termini propagandistici. Gli avversari hanno puntato sul loro programma e sulla demonizzazione del sindaco in carica. Se anche il programma si poteva considerare più che valido, è stato sbagliato l’approccio sull’attacco ai fallimenti di De Magistris. A nostro avviso, andava fatto comprendere meglio e con più certosinità che i due successi principali su cui ha puntato tutta la sua campagna De Magistris (eliminazione del problema rifiuti e conseguente aumento del flusso turistico, per il resto il NULLA cosmico) non erano affatto dipesi da sue particolari competenze, ma da altri fattori del tutto estranei alla sua presenza a Palazzo San Giacomo, sui quali è superfluo insistere;
2) la capillarità di De Magistris nel raccattare liste provenienti da ogni direzione del globo terracqueo, nel concedere direttamente o indirettamente privilegi e vantaggi di ogni natura a chiunque (dai centri sociali ai pizzaioli, dai gestori di esercizi nei templi della movida ai parcheggiatori abusivi, dalle maestre ai venditori di merce contraffatta, ecc. ecc.), nell’indire eventi quasi settimanali per la goduria del suo “popolo”, nel presidiare ossessivamente il territorio facendosi puntualmente accompagnare da fotografi e fans pronti ad osannarlo tra compleanni e cittadinanze onorarie, tra ragù e giardinaggio (sono migliaia le immagini che lo ritraggono con bambini tra le braccia o ai quali accarezza la testa). Ciò gli ha consentito di recuperare almeno 30-40.000 voti in più, e quindi possiamo dire che dal 2011 i voti persi siano circa 110-120.000, solo in parte compensati dai “nuovi” consensi.

De Magistris con la corona e la maglietta del Napoli

De Magistris con la corona e la maglietta del Napoli

Questa lunga premessa può essere sintetizzata dalla fotografia qui sopra: De Magistris è incoronato RE di Napoli. Una scena che, forse, si è vista a Bangui quando Bokassa si autoproclamò imperatore della Repubblica Centrafricana, ma MAI prima d’oggi si era vista in occasione della vittoria di qualsiasi sindaco del mondo occidentale. Le due fotografie presenti in quest’articolo riassumono adeguatamente l’unico reale, grande successo di De Magistris: aver spaccato Napoli in due fazioni che si detestano ferocemente. Né il primo atteggiamento del riconfermato neo-sindaco può far presumere un affievolimento di questa tendenza, anzi si può dire che il moderno Re di Napoli abbia tutte le intenzioni di aggravarla, quando chiede di non essere lasciato solo perché “quelli sono una chiavica“. Quelli chi? Noi cittadini che per cinque anni abbiamo cercato di porre un freno agl’innumerevoli provvedimenti ingiusti, o presumibilmente illegittimi o illegali di cui ci ha profumatamente inondati? E noi saremmo “una chiavica”?
Vabbè.
E’ tempo di cambiare registro, da parte nostra. Le elezioni sono ormai il passato, e non possono più rappresentare il cuore delle nostre attenzioni. Ora più che mai l’associazionismo civico dovrà mostrare le palle. Cinque anni di esposti, ricorsi, denunce, hanno scalfito solo marginalmente l’inossidabile sindaco malato di protagonismo. Qualche successo l’abbiamo raggiunto, ma non è bastato per convincere i napoletani della inadeguatezza di De Magistris. Basta con la buca qui, la zoccola lì, il vucumprà a destra, il parcheggiatore abusivo a sinistra, la blatta sotto e l’albero devastato sopra. Da ora, dovremo concentrarci essenzialmente a marcare stretto l’Amministrazione su qualsiasi atto e provvedimento, senza tralasciare neanche la più insignificante aggiudicazione di gara da 2.000 euro per 500 pacchi di pastelli colorati. Tutto dovrà passare il setaccio del nostro esame per studiare se i documenti sono in regola, se il procedimento è a norma, se la firma è quella giusta.
E intanto il gruppo Facebook di Cittadinanza Attiva in difesa di Napoli dovrà continuare ad essere il megafono degli scontenti, ma in maniera più organizzata. Ormai è inutile pubblicare fotografie di De Magistris in mutande, vestito da clown o che mangia una pizza da Sorbillo, tanto continuerà a farlo per altri cinque anni. E’ invece indispensabile segnalare tutto ciò che appare sospetto o, peggio, IRREGOLARE, in modo da poter tempestivamente intervenire con i media o con le autorità competenti. Dobbiamo OBBLIGARE l’Amministrazione a muoversi nel rispetto della legalità FORMALE. La legalità SOSTANZIALE lasciamola a Stalin o a Kim Jong-un, è materia che non può riguardare una democrazia occidentale.
Il nostro impegno per i prossimi 5 anni (e speriamo siano di meno) è questo, chi vorrà aderire al nostro progetto ed alle nostre iniziative sarà il benvenuto tra i soci di Cittadinanza Attiva in difesa di Napoli.

 

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