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ADOTTA UNA STRADA
Una buca stradale di Napoli

ADOTTA UNA STRADA

Il 18 settembre 2014 è stata approvata la delibera di giunta numero 671, avente per oggetto la proposta al Consiglio di approvazione del regolamento “Adotta una strada” per la progettazione partecipata, la riqualificazione, l’affidamento e la cura di spazi urbani del Comune di Napoli.
Vogliamo prescindere dall’ormai arcinota considerazione negativa che abbiamo di un Comune in fase di completa abdicazione dai suoi compiti istituzionali.
Ci preme sottolineare gli aspetti tremendamente negativi di questa delibera:
1) Da sempre, la criminalità organizzata poggia su subappalti e piccoli appalti per portare avanti i suoi affari. Basta riflettere un attimo su appalti fino a 15.000 euro affidati a imprese di poca o nulla credibilità ed in assenza di controllo diretto ed immediato da parte del Comune, che già latita nel controllo di appalti affidati direttamente, figuriamoci quelli in cui non è direttamente coinvolto; e su appalti oltre i 15.000 euro che verranno affidati da “comitati civici”… ma di che parliamo?
2) in conseguenza di disgrazie conseguenti alla cattiva esecuzione degli appalti, il Comune si lava praticamente le mani, per cui diventa complicatissimo identificare un responsabile;
3) non sarà facile una cernita a monte di tratti di strada o di strade effettivamente bisognevoli di intervento, per cui è prevedibile una possibile, nuova, ulteriore fonte di sprechi di denaro pubblico;
4) in ogni caso, riteniamo difficile che, con questi chiari di luna finanziari, qualcuno trovi il tempo ed il coraggio di impegnare denaro di cui non si riesce ad immaginare un rientro in tempi ragionevoli.
Riteniamo in definitiva trattarsi dell’ennesima iniziativa puramente demagogica e completamente priva di conseguenze apprezzabili per la città.
L’assessore Mario Calabrese così commenta: “Per un po’ di chiarezza, ricordo che il decreto sblocca italia del governo all’art 24 prevede la partecipazione delle comunità locali alla tutela e alla valorizzazione del territorio.”
Questa la replica dell’architetto Isabella Guarini: “a me sembra che ci sia una differenza sostanziale tra l’articolo di Sblocca Italia e la delibera della Giunta comunale, nel senso che il decreto parla di progetti mentre la delibera parla di adozione e gestione degli interventi. Ovvero: i cittadini possono accordarsi con il Comune su un progetto e versare la somma necessaria per la realizzazione, avendone detrazione fiscale, accertabile, invece l’adozione comporta la gestione diretta dell’intervento, per cui i cittadini dovranno mettere su un vero e proprio ufficio per la scelta del progetto, dell’impresa, per i collaudi e assegnare responsabilità varie rispetto ai regolamenti, per la riscossione delle quote, insomma che si organizzi il servizio in sostituzione del Comune. Questo è deviante sia rispetto rispetto al decreto governativo sia per la funzione della pubblica amministrazione che diventerebbe inutile ai fini della prestazione dei servizi, ma funzionale solo alla riscossione dei tributi!”
La delibera è riportata in calce all’articolo. Abbiamo evitato di allegare anche il regolamento.
Ci opporremo con ogni mezzo.

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