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CROLLO ALLA RIVIERA
Le macerie del palazzo pochi minuti dopo il crollo

CROLLO ALLA RIVIERA

Il 4 marzo 2013 verrà ricordato come uno dei giorni più infausti di Napoli.
Intorno alle 9, crolla un’ala dello storico Palazzo Bovina alla Riviera di Chiaia. Si teme che sotto le macerie ci siano vittime, ma fortunatamente non è stato coinvolto nessuno. Si intuisce subito che il disastro è strettamente collegato ai lavori in corso per la stazione Arco Mirelli della linea 6.  Ha infatti ceduto una paratia del pozzo di stazione, in cui si sono riversati oltre 3.000 metri cubi di acqua di falda, che si sono trascinati dietro 600 metri cubi di sabbia sottostanti le fondamenta di Palazzo Bovina, che, rimanendo sul vuoto, non hanno tenuto.
Nei giorni successivi, si viene a sapere che il 23 gennaio un incidente simile, ma di proporzioni minori, aveva indotto l’Ansaldo a chiedere urgentemente la chiusura al traffico della Riviera di Chiaia per intervenire dall’esterno. La richiesta era stata respinta dall’Amministrazione comunale. E’ opportuno ricordare che era imminente la seconda edizione delle regate America’s Cup Word Series, per il cui svolgimento era necessario tenere Via Caracciolo inibita al traffico automobilistico, e la chiusura della Riviera avrebbe comportato necessariamente la riapertura del lungomare.
Le polemiche montano furiose, e la Procura della Repubblica apre immediatamente un’indagine sul disastro. Emergono dall’intera vicenda alcuni particolari imbarazzanti. Cittadinanza Attiva in difesa di Napoli presenta nel tempo ben 4 esposti alla Procura della Repubblica che chiedono di individuare le eventuali responsabilità dell’Amministrazione nel crollo.
Le indagini, a novembre 2013, sono ancora in corso.

Un servizio realizzato pochi minuti dopo il crollo

 

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